MIGRATIONS

JULY 5TH 2017
9.30PM | CAMPUS NABA | VIA C.DARWIN 20 | MILANO

MIGRATION

Il divenire è il continuo mutare di tutte le cose da uno stato all’altro. Tutto è un continuo mutare, niente permane nella stessa forma. Tutto si trasforma. Non si può passare la propria esistenza nell’immobilità, tutto è movimento:
luoghi, identità, pensieri, linguaggi, forme, persone, contaminazioni. Migrando, seguendo un processo inarrestabile e incerto, si percorrono disegni definiti o casuali.
Ne nascono prodotti culturali, storici e personali nuovi e dalle sfaccettature originali, impressi nella storia della nostra esistenza.
Una ricerca, una contaminazione, una trasformazione continua, un istinto che ci porta a scoprire la propria identità e a voler conoscere l’altro e la sua diversità per farne parte.

“nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”.

MIGRATION

Becoming is the continual change of all things from one state to another. Everything is in continuous change, nothing remains in the same form.
Everything transforms. You can not remain immobile during your entire existence, everything is in movement: places, identities, thoughts, languages, forms, people, contaminations. By migrating, following an unstoppable and uncertain process, we travel along defined or random designs.
This produces new cultural, historical and personal products with original points of view, impressed in the history of our existence.
Continuous research, contamination and transformation, an instinct that leads us to discover our own identity and to want to get to know others and their diversity, to be a part of it.

“Nothing is created, nothing is destroyed, everything is transformed”.

PROJECTS

Sono solo pochi mesi da quando ho iniziato il mio lavoro con NABA come CEO, e sono felice di avere l’occasione di poter essere presente sul magazine annuale realizzato dagli studenti dei Corsi di Moda.
Per seguire il tema dell’anno, sono approdato al campus NABA avendo alle spalle una doppia migrazione, che mi ha portato dall’Italia all’America, alla Spagna e di nuovo in Italia, e da un ambito di mercato di produzione di beni di massa a quello della formazione.
Metto a disposizione la mia esperienza in un mondo che mi affascina e di cui sto apprendendo il linguaggio e l’alta qualità di contenuti, consapevole della missione delicata da affrontare e da condividere con tutte le componenti dell’accademia; sicuro di iniziare un dialogo aperto a tante culture diverse, che dia ai nostri studenti la possibilità di trovarsi a proprio agio nella vita professionale che li aspetta.

Just a few months have gone by since I started my new job as the NABA CEO, and I am glad to have my first chance to introduce myself in the yearly magazine edited by the students of our Fashion Courses.
Migration is the theme of this year, and I have had a double experience of migration before landing at NABA campus. I first migrated from Italy to the U.S.A., then to Spain and back to Italy, and I also have had a professional migration since I have moved from the mass production market to the educational market.
I hope my experience will prove to be useful to this new field which fascinates me and from which I am learning its ‘language’ and high quality of its contents. I am fully aware of my didactic mission, which will be quite tricky to face and share with the academy. I am sure I will have an open exchange with a lot of different cultures and that will give our students the possibility to find themselves at ease in their future professional life.

 Fabrizio Guccione
CEO Laureate Italian Art & Design Education 

Quest’anno ci siamo confrontati con un tema grande come il mondo, le Migrazioni: troppo importante per essere ignorato, sicuramente troppo grande se visto in tutte le sue implicazioni e se si ha la pretesa di trovarne le soluzioni.
Abbiamo limitato il nostro approccio al riflesso che le migrazioni producono, in termini di estetica, di ibridazione culturale o di linguaggi.
Di per sé, infatti, il termine migrazione non ha necessariamente una connotazione negativa; è una condizione che avviene nella vita di persone, animali, piante e minerali che durante la loro esistenza si spostano dal loro luogo di origine. Rose del deserto che rotolano sulle dune, farfalle, pollini, uccelli, pesci, ciottoli di fiume.
Ogni anno nel mondo un numero molto elevato di giovani si sposta per compiere la propria formazione in città, paesi o continenti diversi da quelli di origine; anche nel nostro campus sono presenti studenti di tante nazionalità, con alle spalle radici culturali che nella loro esperienza per la prima volta si incontrano.
Attraverso il lavoro di gruppo, o le amicizie che si creano, ognuno di loro acquista o cede un pezzo del proprio modo di vedere le cose, di vestirsi, di ascoltare musica, di mangiare o vedere un film.
La migrazione che ogni studente ha compiuto nella realizzazione del proprio lavoro finale non ha considerato solo spostamenti di luogo, ma anche di pensiero o di comportamento personale.
Un modo per vedere con altri occhi, ascoltare con altre orecchie, incuriosirsi e imparare percorrendo una strada non conosciuta.
Come sempre hanno fatto un grande lavoro, restituito sotto forma di abiti o di narrazione degli abiti realizzati da altri colleghi: la loro visione ne è stata arricchita, rendendoli pronti a continuare il viaggio senza timore.

This year we addressed a theme as big as the world, that is, Migration: a theme that is too important to be ignored, certainly too immense if all of its implications are to be considered and if we aspire to finding a solution.
We have therefore limited our approach to the reflections that migration generates in terms of aesthetics, cultural hybridization or languages.
In fact, the term migration does not necessarily have negative connotations; it is a condition that comes to being in the lives of people, animals, plants and minerals, which during their existence move from their place of origin. Desert roses rolling on dunes, butterflies, pollen, birds, fish, river pebbles.
An extremely high number of young persons throughout the world move each year to complete their education in different cities, countries or continents to their place of origin. Even our campus is attended by students of various nationalities, resulting in various cultural experiences crossing for the first time.
Through group work, or the friendships created, each student acquires or conveys a piece of their way of seeing things, dressing, listening to music, eating or seeing a film.
The migration achieved by each student to create their final workpiece does not refer merely to movements of place, but also to shifts in thought or personal behaviour.
A way of seeing with different eyes, listening with different ears, becoming curious and learning while travelling along an unfamiliar road.
And as always, the students have done a great job, creating garments or narrating garments created by other colleagues: their vision has been enriched and they are now ready to continue their journey without fear.

Nicoletta Morozzi
Leader of NABA Fashion Projects